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l'intervista gregoretti: ma cosi si uccide l'emozione ai miei tempi c'era la libidine da buco della serratura. oggi, tecnica amilli, immaginazione zero di rita sala roma - al supercinema mi infilai di nascosto - ero un ragazzo che non aveva l'età - per vedere la cena delle beffe di blasetti, il film del '41 con amedeo nazzari osvaldo valenti e clara calamai. i seni della calamai, rivelati all'improvviso dal gesto brusco di nazzari che le strappa il vestito, sono rimasti un perno della mia fantasia erotica per anni, assieme a quelli di doris duranti in carmela. l'italia di allora sessualmente censurata, cercava stimoli anche minimi per immaginare. e dato che gli strumenti erano veramente pochissimi, bastava un nulla per scatenare il cervello. pochissimi strumenti, ricorda ugo gregoretti, regista, testimone attento e ironico del costume nazionale. pochi stimoli reali, poche occasioni concrete, molti tabù. di fronte alle summa sessuologica che le pagine gialle rappresentano, riflette smagato sulla <
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